Trasformazione digitale non è solamente utilizzare la tecnologia nei quotidiani processi produttivi di una impresa.

Trasformazione digitale è ridisegnare i processi per poter sfruttare appieno i benefici che il digitale porta.

La digital transformation vuole anche dire coinvolgere le persone. E solamente se le persone sono parte attiva del cambiamento la digital transformation avrà successo.

La portata della trasformazione digitale è veramente ampia e si lega al concetto di pervasività della tecnologia oggi: tocca tutti sia come persone, sia come lavoratori in azienda.

I settori della digital transformation

Indubbiamente il manufacturing è uno dei settori dove la digital transformation può avere un impatto rilevante.

Avrai sentito parlare di quarta rivoluzione industriale, ne parliamo nell’articolo Industria 4.0: le tecnologie abilitanti.

Ma ogni azienda, a partire da quelle che hanno come cliente un utente/consumatore, avrà sicuri benefici dalla trasformazione digitale.

Il digital marketing può rivoluzionare i modelli di business, portando con sé risultati sorprendenti in tempi relativamente brevi e con investimenti ben diversi da quelli che qualche decina di anni fa erano necessari per raggiungere un certo numero di potenziali clienti. Ne parliamo nell’articolo digital marketing: cos’è e perché non se ne può fare a meno.

La recente pandemia ha portato poi tutti a conoscere lo smart working, anche se spesso si è trattato solamente di remote working, non essendoci stato il tempo per studiare approfonditamente come apportare modifiche ai processi.

Come si fa?

Fare digital transformation non è scontato.

Innanzitutto ci vuole una guida sicura, dotata di e-leadership. Ne parliamo nell’articolo e-leadership: le competenze digitali del manager.

Investire sulle persone è un ulteriore pilastro. Ecco allora che un piano di formazione è indispensabile. Dovrebbe ad esempio prevedere

  • auto-assessment (autovalutazione delle proprie conoscenze) ed eventualmente assessment (eterovalutazione delle conoscenze)
  • placement test (valutazione effettiva delle conoscenze),
  • gap analysis (indicazione delle aree di miglioramento e delle carenze da colmare per arrivare al benchmark di riferimento),
  • formazione mirata,
  • placement test in uscita (misurazione) ed eventualmente certificazione dei risultati ottenuti.

Naturalmente serve anche la tecnologia. Le nuove tecnologie e le cosiddette tecnologie emergenti hanno un sicuro impatto sul redesign dei processi, ma gli interventi vanno adeguatamente supportati da personale tecnico specializzato.

Soprattutto negli ultimi anni sono nate molte nuove professioni proprio per rispondere a queste esigenze, ne parliamo nell’articolo IT e ICT: le professioni digitali.

 

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