L’usabilità (dall’inglese usability) è la facilità (e la relativa soddisfazione) riscontrata da un utente nel portare a termine uno scopo che si era prefissato con un dispositivo o un mezzo tecnologico.

L’usabilità aumenta (e di molto) le possibilità che una tecnologia abbia successo.

Ecco alcuni esempi pratici:
– trovare un’informazione su una pagina web
– riuscire ad acquistare un biglietto aereo
– riuscire a utilizzare un software (ossia riuscire a fare quello che si vuole fare)

Abbiamo citato l’usabilità nel nostro articolo introduttivo sulle interfacce e l’interazione uomo macchina.

Un pensiero ed altri esempi

Come mai certe cose sono facili e immediate (tanto da farle senza doverci pensare), mentre altre sono complicate e per farle dobbiamo fermarci e concentrarci?

Dipende da vari fattori, uno dei quali è la conoscenza e la frequenza di utilizzo da parte dell’utente di interfacce o comportamenti simili o assimilabili.

Ecco alcuni esempi relativi all’usabilità:

  • Interfacce a cui siamo abituati da sempre. Anche se non abbiamo mai aperto una certa porta, se la maniglia assomiglia (come la gran parte delle maniglie) a quelle che siamo abituati ad usare, ecco che riusciremo ad aprire la nuova porta senza fatica e senza pensarci troppo.
  • Interfacce che abbiamo imparato ad usare e alle quali ora siamo abituati. Poniamo ora di essere alla guida della nostra auto; se ci chiedessero in che marcia siamo, probabilmente non sapremmo rispondere, tanto per noi è automatico il guidare e il cambiare le marce; se ce lo avessero chiesto invece quando stavamo imparando a guidare, allora probabilmente avremmo risposto subito, tanto eravamo concentrati su tutto quello che riguardava la guida.
  • Interfacce a cui non siamo abituati. Indubbiamente poi alcuni software sembrano “complicare apposta” quello che deve fare un utente, a causa di bottoni con etichette sbagliate (tipo un “salva” che in realtà è un “salva ed esci”) o in generale funzionalità che, invece di essere immediatamente disponibili, richiedono troppi passaggi per essere attivate.

Problematiche come queste ultime spesso sono legate allo “scontro” fra due visioni: la visione del progettista e la visione dell’utilizzatore.

  1. Il primo (il progettista dell’interfaccia) la usa da così tanto tempo, avendone curato lo sviluppo, che tutto gli riesce facilissimo e non si accorge che alcune funzionalità sono nascoste o complicate da attivare.
  2. Il secondo (l’utilizzatore finale) non ha mai visto l’interfaccia per cui, se questa non è immediatamente a lui comprensibile, non riesce a svolgere quanto aveva in mente di fare.

Usabilità e norme ISO

ISO è un riferimento a livello mondiale per le norme tecniche. Norme e procedure consentono un approccio forse meno intuitivo, ma sicuramente più preciso alla questione usabilità.

Le norme che trattano di usabilità sono ad esempio la ISO 9241 (Ergonomia e Interazione uomo macchina) e la ISO 25010 (Modelli di qualità del software).

Nella ISO 25010 l’usabilità è considerata una delle otto caratteristiche del modello di qualità del software e si declina in sei sotto categorie:

  • riconoscibilità
  • apprendibilità
  • operabilità
  • protezione errori
  • esteticità
  • accessibilità

Usability test

Gli usability test servono ad aiutare il progettista a comprendere quanto facile/difficile è per l’utente utilizzare l’interfaccia di un nuovo dispositivo o di un nuovo software, con lo scopo di renderla poi il più usabile possibile (nel senso di facile, immediato).

Gli usability test

  • vengono fatti con utenti di diverso tipo (con dimestichezza con la tecnologia, senza dimestichezza con la tecnologia; giovani e meno giovani, di bassa e di media cultura, con notevoli conoscenze della lingua inglese o meno e così via)
  • possono essere condotti in diversi modi, ad esempio attraverso interviste, questionari, osservazioni o simulazioni di situazioni reali.

In genere, durante un test di usabilità, all’utente viene chiesto di svolgere delle attività specifiche utilizzando l’interfaccia del dispositivo o del software in questione. Durante questo processo, vengono raccolti dati su

  • efficacia e efficienza dell’interfaccia,
  • soddisfazione dell’utente.

La tecnica dell’oculometria (nota come eye tracking) consiste nel tracciamento del movimento degli occhi. In un test di usabilità permette di comprendere, senza mediazioni, se le funzioni del software, o gli oggetti su una pagina web,

  • sono disposti nella maniera ideale e
  • rendono facile l’utilizzo del sistema per l’utente.

 

Foto di Andrea Piacquadio da Pexels